Prolegomeni a una Teoria Strategica della Conoscenza

Claudio Kulesko

Questo testo è stato inizialmente concepito come introduzione al seguente estratto di “Chaos Variation III”, a cura di Obsolete Capitalism e Adi Newton (ClockDVA/TAGC), apparso su Not, ma ne è stato escluso per ragioni di tempo e spazio (ironico!): https://not.neroeditions.com/adi-newton-macchine-magiche/

Ho deciso di pubblicarlo qui in seguito all’odierna pubblicazione dell’ottimo “Primordial Abstraction”, di Nick Land, su Jacobite: https://jacobitemag.com/2019/04/03/primordial-abstraction/

Questo breve scritto fa parte di una serie di studi più approfonditi sulla questione dell’epistemologia generica/generale o non-epistemologia.

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Under the Sign of The Black Mark: Interview with Members of Gruppo Di Nun

“We see a black dawn rising: it is the twilight of the God of Man. As we watch this catastrophic sunset, we will continue working to open our circles to let the outside in, and prepare for the coming insurrection.”

Me, Rhetttt and the High Priestess of the infamous Gruppo di Nun were interviewed by Dustin Brietling, of Diffraction Collective, about the horizon of Nun, the Gothic Insurrection, barbarism, myth, chaos magick and other weird spooks…

Here is the link to the interview:

https://diffractionscollective.org/under-the-sign-of-the-black-mark-interview-with-members-of-gruppo-di-nun/?fbclid=IwAR00DQCE5KYyzcGxCatz0r8hStemYm2rRmIb0EpFqFKpJezLU-T6NX5CHCo

Alcune note su Insurrezione Gotica, anti-prassi ed estinzionismo attivo

Vorrei provare a mettere per iscritto alcune brevi riflessioni ‘a caldo’ su un paio di testi, uno mio e uno di Enrico Monacelli, apparsi su Not negli ultimi giorni. I due scritti in questione sono “Insurrezione Gotica” e “Aspettando l’Estinzione“.

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Meme-Tic-Culture: alcune proposte per un alt-left mNemetic warfare

Claudio Kulesko

La subcultura memetica ha fallito. Non essendo riuscita a far fronte all’invasione delle agenzie di marketing, a una compiaciuta “brandizzazione” e all’infiltrazione da parte di gruppi neo-razionari, la produzione memetica a scopo ludico e autocelebrativo è collassata su se stessa. La diffusione e l’ascesa dei nuovi fascismi è il chiaro sintomo dell’infiacchimento delle capacità immaginative e, dunque, memetiche della sinistra. Immaginare il futuro, congedandosi dal realismo, è sempre più difficoltoso, e richiede la formazione di nuove prassi memetiche, nonché un brusco slittamento metodologico. Gli affetti (ossia le speranze, i desideri, le paure e gli immaginari disseminati e vaganti tra gli individui), sono stati captati dalle forze oscure del neoliberismo e del cripto-fascismo – un fenomeno ancor più evidente in paesi che, come l’Italia, non hanno ancora vissuto alcuna conflittualità memetica di rilievo. Il fallimento politico delle “pagine”, delle “piattaforme” e dei “gruppi”, inaugura la nuova frontiera della macchina da guerra: un dispositivo di accelerazione delle conflittualità, che mi auguro si distingua dai vecchi mezzi (pur facendone ampiamente uso), in virtù di una maggiore complessità e di un’adeguata riflessione critica. In breve, l’obiettivo di questo testo è tentare di ricavare un campo di battaglia politicamente conscious dai rottami di una macchina puramente estetica.

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