Iconoclastia Panzer

Nel secolo XIII°, nel suo De Animalibus, Alberto Magno tesseva le lodi delle api, magnificandone l’operosità, il mutualismo e l’organizzazione. Si tratta di uno dei primi testi ad attribuire facoltà immaginativa e razionalità ad animali non-umani, in questo caso addirittura degli insetti: per Alberto, le api sono in grado di agire in modo creativo e intelligente – come dimostrerebbe la loro capacità artigianale e la complessa struttura sociale. Le api, come le formiche, si tramutano in un paradigma analogico per la “buona organizzazione” umana. Nel XVIII° secolo, Mandeville, con la sua Favola della Api, ribalta il paradigma mutualista di Alberto, mostrando per via allegorica come la società delle api (ossia degli umani) sia fondata non sulla solidarietà, ma sul vizio e sugli egoismi personali: ciascun individuo occupa una certa casella, unicamente al fine di soddisfare i propri desideri attraverso i mezzi (corporei e intellettivi) che ha a propria disposizione. Ciò che accomuna queste due interpretazioni, tuttavia, è la fitta rete di relazioni di scambio e collaborazione, offerta all’immaginazione umana dal concetto di “alveare“.

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Orrore e Terrore: (A)Teologia Gotica

Vorrei proseguire la serie di riflessioni su Goth/Ins, inaugurata in occasione di questo post – dedicato agli assiomi fondamentali, alle caratteristiche distintive e agli aspetti problematici di questa nuova formulazione teorica. In questa seconda parte prenderò in esame un’ulteriore prospettiva sul gotico, di impronta prettamente religiosa: si tratta di una forma “anomala” di post-accelerazionismo cristiano, elaborata da Vincent Garton e Miroslav Grisko, che proverò a riassumere brevemente e a confrontare con Insurrezione Gotica.

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Alcune note su Insurrezione Gotica, anti-prassi ed estinzionismo attivo

Vorrei provare a mettere per iscritto alcune brevi riflessioni ‘a caldo’ su un paio di testi, uno mio e uno di Enrico Monacelli, apparsi su Not negli ultimi giorni. I due scritti in questione sono “Insurrezione Gotica” e “Aspettando l’Estinzione“.

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Contro la Natura – un breve pamphlet

 

Claudio Kulesko

 [Originariamente apparso in Alphaville – per un’Ecosofia del Futuro n.1, 11/11/2016.]

a forest

 

“Natura” è il segno che indica ciò che è stato distanziato, ciò che è abietto, oggetto d’esilio. Per definizione, ci si può riavvicinare solo a ciò che si è (o è stato) allontanato.

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Death metal: la furia e lo smembramento

Claudio Kulesko
 death metal
“Analizzare”, tanto in filosofia quanto in medicina, significa “scomporre in parti semplici”, “fare a pezzi”; quale termine potrebbe essere più adeguato per una prima esplorazione del death metal? Si dovrebbe dunque procedere a smembrare e svuotare un corpo, con la stessa grazia di un assassino: c’è forse modo migliore di giungere a giudizi affrettati, di condurre fino in fondo un’analisi superficiale? L’eviscerazione tuttavia presenta anche dei vantaggi: l’aruspico, nel suo tentativo di chiaroveggenza, è costretto a scavare nella carne dell’animale, in quanto la divinazione muove proprio dal divino che si incarna nelle interiora – esse conserverebbero infatti una testimonianza della relazione tra i corpi e l’ambiente (umano e non-umano) circostante.
Potrebbe anche darsi che lo squartatore sadico (in questo caso il filosofo), sia, in fondo in fondo, un abderita, un pessimista ossessionato da una perniciosa forma di materialismo. Democrito stesso, in una lettera apocrifa attribuita a Ippocrate, ricerca nelle carcasse animali l’origine fisiologica della sua pazzia.

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