Contro la Natura – un breve pamphlet

 

Claudio Kulesko

 [Originariamente apparso in Alphaville – per un’Ecosofia del Futuro n.1, 11/11/2016.]

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“Natura” è il segno che indica ciò che è stato distanziato, ciò che è abietto, oggetto d’esilio. Per definizione, ci si può riavvicinare solo a ciò che si è (o è stato) allontanato.

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UltraLeopardi

Claudio Kulesko

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The collective memory recalls Giacomo Leopardi as a crippled writer, languid and suffering. Only those who ventured their own initiative in the meanderings of Leopardi’s work managed to meet, at the heart of the labyrinth, a personage that was affable, elegant, witty and tormented; a complex and constantly changing figure, very different from the depressed hermit’s figure that winds through school desks. The iniquitous treatment suffered by the poet has relegated to the background, compared to the literary production, a vast and troubled philosophical reflection. A reflection returned to the center of the debate along with the whole pessimistic pantheon , awakened from the sleep of death by a (not so) recent essay by Thomas Ligotti .

 

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Death metal: la furia e lo smembramento

Claudio Kulesko
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“Analizzare”, tanto in filosofia quanto in medicina, significa “scomporre in parti semplici”, “fare a pezzi”; quale termine potrebbe essere più adeguato per una prima esplorazione del death metal? Si dovrebbe dunque procedere a smembrare e svuotare un corpo, con la stessa grazia di un assassino: c’è forse modo migliore di giungere a giudizi affrettati, di condurre fino in fondo un’analisi superficiale? L’eviscerazione tuttavia presenta anche dei vantaggi: l’aruspico, nel suo tentativo di chiaroveggenza, è costretto a scavare nella carne dell’animale, in quanto la divinazione muove proprio dal divino che si incarna nelle interiora – esse conserverebbero infatti una testimonianza della relazione tra i corpi e l’ambiente (umano e non-umano) circostante.
Potrebbe anche darsi che lo squartatore sadico (in questo caso il filosofo), sia, in fondo in fondo, un abderita, un pessimista ossessionato da una perniciosa forma di materialismo. Democrito stesso, in una lettera apocrifa attribuita a Ippocrate, ricerca nelle carcasse animali l’origine fisiologica della sua pazzia.

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