UltraLeopardi

Claudio Kulesko

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The collective memory recalls Giacomo Leopardi as a crippled writer, languid and suffering. Only those who ventured their own initiative in the meanderings of Leopardi’s work managed to meet, at the heart of the labyrinth, a personage that was affable, elegant, witty and tormented; a complex and constantly changing figure, very different from the depressed hermit’s figure that winds through school desks. The iniquitous treatment suffered by the poet has relegated to the background, compared to the literary production, a vast and troubled philosophical reflection. A reflection returned to the center of the debate along with the whole pessimistic pantheon , awakened from the sleep of death by a (not so) recent essay by Thomas Ligotti .

 

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Death metal: la furia e lo smembramento

Claudio Kulesko
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“Analizzare”, tanto in filosofia quanto in medicina, significa “scomporre in parti semplici”, “fare a pezzi”; quale termine potrebbe essere più adeguato per una prima esplorazione del death metal? Si dovrebbe dunque procedere a smembrare e svuotare un corpo, con la stessa grazia di un assassino: c’è forse modo migliore di giungere a giudizi affrettati, di condurre fino in fondo un’analisi superficiale? L’eviscerazione tuttavia presenta anche dei vantaggi: l’aruspico, nel suo tentativo di chiaroveggenza, è costretto a scavare nella carne dell’animale, in quanto la divinazione muove proprio dal divino che si incarna nelle interiora – esse conserverebbero infatti una testimonianza della relazione tra i corpi e l’ambiente (umano e non-umano) circostante.
Potrebbe anche darsi che lo squartatore sadico (in questo caso il filosofo), sia, in fondo in fondo, un abderita, un pessimista ossessionato da una perniciosa forma di materialismo. Democrito stesso, in una lettera apocrifa attribuita a Ippocrate, ricerca nelle carcasse animali l’origine fisiologica della sua pazzia.

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Divenire Immenso: rumore, natura, codice e ibridazione

Claudio Kulesko

 

Il rumore è l’infinito: un territorio attraversato in ogni direzione da scosse telluriche di differente magnitudine. Ogni eccitazione di questo sconfinato oceano magmatico è un evento sonico, l’espressione della natura ondulatoria della materia. L’emissione e la propagazione di rumore è, di fatto, il primo momento di affermazione della materia nello spazio-tempo, nonché il doppio spettrale (ossia frequenziale) di ogni evento. Non esisterebbe, anzi, evento alcuno, se l’immagine e l’agenzia perturbatrice della materia non fossero lanciate a enormi velocità nello spazio e nel tempo, sotto forma di luce e vibrazione. Destino di smembramento e molteplicità, che situa ogni cosa in un’assenza costante e originaria e che, tuttavia, produce relazione, fa universo. Catturati in una continua attività di significazione e donazione di senso, fraintendiamo l’abbondanza del Divenire, attribuendole la pienezza dell’Essere, rimanendo cechi alla processualità del Divenire; rimanendo sordi alla processualità del rumore.

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Zoe: la cibernetica ecosistemica

Claudio Kulesko e Francesco Demitry

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Estratto dal testo Eterogenesi: contagio e autocatalisi, presentato in occasione del Retreat Guattari tenutosi a fine settembre all’agriturismo Testalepre. Un sentito ringraziamento a Effimera, Andrea Ghelfi, Tiziana Villani e Ubaldo Fadini.

Disponibile anche su Effimera: critica e sovversioni del presente

 

Obiettivo critico di questa breve analisi è il diffuso riduzionismo ontologico, radicato tanto nelle discipline filosofiche quanto in quelle tecno-scientifiche. Tale riduzionismo può, a nostro parere, essere ricondotto a una matrice ‘sostanzialista’[1], permeante la metafisica occidentale moderna, ed essere ritenuto uno dei principali fattori di rischio dell’attuale catastrofe ecologica.

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