Note schizo-pedagogiche sulle strutture di dominio

Claudio Kulesko

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Io dico: liberati quanto puoi e avrai fatto ciò che sta in tuo potere; infatti non è dato a tutti di superare ogni barriera, ossia, per parlare più chiaramente non per tutti è una barriera ciò che lo è per alcuni. Perciò non preoccuparti delle barriere degli altri: è sufficiente che tu abbatta le tue.

Max Stirner

 

Siamo reazione, reazione rivolta contro noi stessi. Siamo il prodotto della reazione e produciamo noi stessi reazione. Il risentimento ci ha reso quel che siamo. Per comprendere come ciò sia possibile, è anzitutto necessario accettare il presupposto teorico stabilito da Stirner e Nietzsche: le forze reattive separano il forte da ciò che può. Attraverso un contagio della debolezza, il risentimento è in grado di operare una scissione sul piano onto-metafisico, distanziando l’attualità di un determinato organismo (ciò che esso è), dalle virtualità e dalle contingenze proprie di quello stesso organismo (ciò che è stato in passato e ciò che potenzialmente sarà). Sebbene esso sia perfettamente configurato e “pronto-alla-mano” (ossia ben costruito, utile e disponibile all’uso da parte propria o altrui), l’organismo è preventivamente inibito dall’ambiente circostante. La tensione all’espressione viene armonizzata normativamente, secondo l’intensità comune a un gruppo, a una moltitudine sociale o a una specie. Per quanto astratta, la castrazione psichica di un organismo produce effetti concreti al livello delle funzioni utili all’espressione del corpo-mente.

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