Contro la Natura – un breve pamphlet

 

Claudio Kulesko

 [Originariamente apparso in Alphaville – per un’Ecosofia del Futuro n.1, 11/11/2016.]

a forest

 

“Natura” è il segno che indica ciò che è stato distanziato, ciò che è abietto, oggetto d’esilio. Per definizione, ci si può riavvicinare solo a ciò che si è (o è stato) allontanato.

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La theory-fiction come dispositivo iperstizionale

Claudio Kulesko

science fiction

 

Intervento nel contesto del ciclo seminariale “Ecologie Politiche”, a cura di Ubaldo Fadini e Tiziana Villani, il giorno 27/10/2017, Università La Sapienza – D.I.C.E.A. Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale.

Nell’ambito dell’ecologia mentale, semiotico-concettuale e sociale, vorrei introdurre brevemente una questione che infesta, in modo piuttosto ‘spettrale’, le discussioni teoriche sulle tecno-scienze. Il tema è quello della temporalità, della quale vorrei parlare dalla peculiare prospettiva della theory-fiction. Con theory-fiction si intende un arcipelago (più che un genere), narrativo che, muovendo da determinate condizioni attuali − politiche, economiche, ecologiche o sociali − immagina e tratteggia mondi e futuri possibili, esplorando e, appunto, teorizzando motivi, modalità e conseguenze delle vicende descritte in un’opera, offrendone al tempo stesso un ‘assaggio’ fenomenologico – offrendo, cioè, al fruitore la possibilità di immergersi tramite uno o più avatar in questi micro-universi d’esperienza. Sotto questa categoria dai contorni sfumati ricadrebbero tanto la quantum fiction di De Lillo, quanto “Blade Runner” o l’album “Man-machine” dei Kraftwerk; tanto “Death Note” quanto il classico del videogaming “Metal Gear Solid” (a mio parere, una delle più intense riflessioni sul tema della guerra mai prodotte).

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Zoe: la cibernetica ecosistemica

Claudio Kulesko e Francesco Demitry

evolution

Estratto dal testo Eterogenesi: contagio e autocatalisi, presentato in occasione del Retreat Guattari tenutosi a fine settembre all’agriturismo Testalepre. Un sentito ringraziamento a Effimera, Andrea Ghelfi, Tiziana Villani e Ubaldo Fadini.

Disponibile anche su Effimera: critica e sovversioni del presente

 

Obiettivo critico di questa breve analisi è il diffuso riduzionismo ontologico, radicato tanto nelle discipline filosofiche quanto in quelle tecno-scientifiche. Tale riduzionismo può, a nostro parere, essere ricondotto a una matrice ‘sostanzialista’[1], permeante la metafisica occidentale moderna, ed essere ritenuto uno dei principali fattori di rischio dell’attuale catastrofe ecologica.

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