Iconoclastia Panzer

Nel secolo XIII°, nel suo De Animalibus, Alberto Magno tesseva le lodi delle api, magnificandone l’operosità, il mutualismo e l’organizzazione. Si tratta di uno dei primi testi ad attribuire facoltà immaginativa e razionalità ad animali non-umani, in questo caso addirittura degli insetti: per Alberto, le api sono in grado di agire in modo creativo e intelligente – come dimostrerebbe la loro capacità artigianale e la complessa struttura sociale. Le api, come le formiche, si tramutano in un paradigma analogico per la “buona organizzazione” umana. Nel XVIII° secolo, Mandeville, con la sua Favola della Api, ribalta il paradigma mutualista di Alberto, mostrando per via allegorica come la società delle api (ossia degli umani) sia fondata non sulla solidarietà, ma sul vizio e sugli egoismi personali: ciascun individuo occupa una certa casella, unicamente al fine di soddisfare i propri desideri attraverso i mezzi (corporei e intellettivi) che ha a propria disposizione. Ciò che accomuna queste due interpretazioni, tuttavia, è la fitta rete di relazioni di scambio e collaborazione, offerta all’immaginazione umana dal concetto di “alveare“.

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Orrore e Terrore: (A)Teologia Gotica

Vorrei proseguire la serie di riflessioni su Goth/Ins, inaugurata in occasione di questo post – dedicato agli assiomi fondamentali, alle caratteristiche distintive e agli aspetti problematici di questa nuova formulazione teorica. In questa seconda parte prenderò in esame un’ulteriore prospettiva sul gotico, di impronta prettamente religiosa: si tratta di una forma “anomala” di post-accelerazionismo cristiano, elaborata da Vincent Garton e Miroslav Grisko, che proverò a riassumere brevemente e a confrontare con Insurrezione Gotica.

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Note schizo-pedagogiche sulle strutture di dominio

Claudio Kulesko

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Io dico: liberati quanto puoi e avrai fatto ciò che sta in tuo potere; infatti non è dato a tutti di superare ogni barriera, ossia, per parlare più chiaramente non per tutti è una barriera ciò che lo è per alcuni. Perciò non preoccuparti delle barriere degli altri: è sufficiente che tu abbatta le tue.

Max Stirner

 

Siamo reazione, reazione rivolta contro noi stessi. Siamo il prodotto della reazione e produciamo noi stessi reazione. Il risentimento ci ha reso quel che siamo. Per comprendere come ciò sia possibile, è anzitutto necessario accettare il presupposto teorico stabilito da Stirner e Nietzsche: le forze reattive separano il forte da ciò che può. Attraverso un contagio della debolezza, il risentimento è in grado di operare una scissione sul piano onto-metafisico, distanziando l’attualità di un determinato organismo (ciò che esso è), dalle virtualità e dalle contingenze proprie di quello stesso organismo (ciò che è stato in passato e ciò che potenzialmente sarà). Sebbene esso sia perfettamente configurato e “pronto-alla-mano” (ossia ben costruito, utile e disponibile all’uso da parte propria o altrui), l’organismo è preventivamente inibito dall’ambiente circostante. La tensione all’espressione viene armonizzata normativamente, secondo l’intensità comune a un gruppo, a una moltitudine sociale o a una specie. Per quanto astratta, la castrazione psichica di un organismo produce effetti concreti al livello delle funzioni utili all’espressione del corpo-mente.

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