Conosci te stesso: tattiche di evasione

Claudio Kulesko

peter zapffe

Peter Wessel Zapffe: The Last Messiah
The Last Messiah, del  filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe, ha senza dubbio segnato un punto di svolta  per  il pessimismo filosofico. Tanto le argomentazioni, quanto le conclusioni messe a punto da Zapffe, colpiscono per l’estrema radicalità. Pur configurandosi come uno dei fondatori del pensiero ecologico, Zapffe si distanzia dalla militanza caratterizzante l’ecologismo profondo, individuando nella natura una componente dominante di tipo tragico: un orrore naturale, onnipervasivo, che si manifesterebbe nello stato di costante sofferenza dei viventi, nonché nella loro morte.
Per Zapffe, la coscienza umana, definita come “ipertrofica”, non sarebbe altro che un prodotto anomalo dell’evoluzione, un prodotto che, mentre favoriva l’espansione della nostra specie, contribuiva a renderci sempre più lucidi e consapevoli della carneficina che ci circonda (e alla quale prendiamo inevitabilmente parte). L’essere umano avrebbe sviluppato e messo in pratica, nel corso della sua storia evolutiva, una raffinata strategia di evasione dalla coscienza del reale, una strategia composta da quattro momenti. Questo breve scritto tenta di delineare proprio questi quattro momenti e le loro relative conclusioni.

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La theory-fiction come dispositivo iperstizionale

Claudio Kulesko

science fiction

 

Intervento nel contesto del ciclo seminariale “Ecologie Politiche”, a cura di Ubaldo Fadini e Tiziana Villani, il giorno 27/10/2017, Università La Sapienza – D.I.C.E.A. Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale.

Nell’ambito dell’ecologia mentale, semiotico-concettuale e sociale, vorrei introdurre brevemente una questione che infesta, in modo piuttosto ‘spettrale’, le discussioni teoriche sulle tecno-scienze. Il tema è quello della temporalità, della quale vorrei parlare dalla peculiare prospettiva della theory-fiction. Con theory-fiction si intende un arcipelago (più che un genere), narrativo che, muovendo da determinate condizioni attuali − politiche, economiche, ecologiche o sociali − immagina e tratteggia mondi e futuri possibili, esplorando e, appunto, teorizzando motivi, modalità e conseguenze delle vicende descritte in un’opera, offrendone al tempo stesso un ‘assaggio’ fenomenologico – offrendo, cioè, al fruitore la possibilità di immergersi tramite uno o più avatar in questi micro-universi d’esperienza. Sotto questa categoria dai contorni sfumati ricadrebbero tanto la quantum fiction di De Lillo, quanto “Blade Runner” o l’album “Man-machine” dei Kraftwerk; tanto “Death Note” quanto il classico del videogaming “Metal Gear Solid” (a mio parere, una delle più intense riflessioni sul tema della guerra mai prodotte).

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Oltre la Finitudine

Claudio Kulesko

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Ciò che, di fronte alla complessità naturale, sorprende e sovrasta chi si pone in apertura conoscitiva è l’impossibilità di porre freno a tale apertura. L’illimitata lacerazione epistemologica si porrebbe, paradossalmente, come limite impalpabile di ogni ricerca: laddove la deriva rischierebbe si rovesciarsi in naufragio, lì sarei costretto a tornare in porto. Qualsiasi attività conoscitiva si configura, perciò, come un’attività di frontiera, un processo di esplorazione cauta e graduale di un territorio che si estende illimitatamente all’orizzonte. Solo all’interno di questa determinata dinamica di oltrepassamento controllato, è possibile gestire la conoscenza come un frontaliere gestirebbe le proprie giornate di lavoro. Solo all’interno di questa determinata dinamica è possibile parlare di Accademia.

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Rumore: teoria e prassi della mostruosità

Claudio Kulesko

bosch-ears

 

Ogni cosa ha uno spirito e quello spirito può essere liberato, trasformando qualsiasi cosa sia in vibrazione.

«Le piace tanto il frastuono?»

«Lo amo!»

John  Cage

È sempre emozionante stare a vedere cosa sorgerà dalla collisione di differenti elementi sonici. Nel caso del mio lavoro, l’enfasi è concentrata su come andrò a combinare o disgregare staticità e moto, sul costruire una composizione mentre cresce autonomamente.

Masami Akita

Il filosofo è colui che sa calarsi nel caos e ivi sentirsi a proprio agio

Ludwig Wittgenstein 

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Divenire Immenso: rumore, natura, codice e ibridazione

Claudio Kulesko

 

Il rumore è l’infinito: un territorio attraversato in ogni direzione da scosse telluriche di differente magnitudine. Ogni eccitazione di questo sconfinato oceano magmatico è un evento sonico, l’espressione della natura ondulatoria della materia. L’emissione e la propagazione di rumore è, di fatto, il primo momento di affermazione della materia nello spazio-tempo, nonché il doppio spettrale (ossia frequenziale) di ogni evento. Non esisterebbe, anzi, evento alcuno, se l’immagine e l’agenzia perturbatrice della materia non fossero lanciate a enormi velocità nello spazio e nel tempo, sotto forma di luce e vibrazione. Destino di smembramento e molteplicità, che situa ogni cosa in un’assenza costante e originaria e che, tuttavia, produce relazione, fa universo. Catturati in una continua attività di significazione e donazione di senso, fraintendiamo l’abbondanza del Divenire, attribuendole la pienezza dell’Essere, rimanendo cechi alla processualità del Divenire; rimanendo sordi alla processualità del rumore.

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Zoe: la cibernetica ecosistemica

Claudio Kulesko e Francesco Demitry

evolution

Estratto dal testo Eterogenesi: contagio e autocatalisi, presentato in occasione del Retreat Guattari tenutosi a fine settembre all’agriturismo Testalepre. Un sentito ringraziamento a Effimera, Andrea Ghelfi, Tiziana Villani e Ubaldo Fadini.

Disponibile anche su Effimera: critica e sovversioni del presente

 

Obiettivo critico di questa breve analisi è il diffuso riduzionismo ontologico, radicato tanto nelle discipline filosofiche quanto in quelle tecno-scientifiche. Tale riduzionismo può, a nostro parere, essere ricondotto a una matrice ‘sostanzialista’[1], permeante la metafisica occidentale moderna, ed essere ritenuto uno dei principali fattori di rischio dell’attuale catastrofe ecologica.

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